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Trekking delle Leggende – Giro del Lagorai

di Redazione Work No Work

Percorre la Catena del Lagorai un trekking di quattro giorni lungo le cime selvagge e incontaminate che dominano la Val di Fiemme
Il trekking rivela una moltitudine di laghetti alpini incastonati nel porfido o circondati da giardini di rododendri. Lassù, panorami di fuoco, unici al mondo, si aprono sulle Dolomiti del Trentino che l’Unesco ha dichiarato “Patrimonio dell’Umanità”. Il Trekking del Lagorai si affronta con quattro tappe da affrontare in piena autonomia. Due notti si trascorrono in tenda e una in un rifugio. Lungo il percorso si incontrano due bivacchi.
Si parte dal Passo Manghen, raggiungibile con i mezzi propri o con un taxi.
I tempi si percorrenza delle singole tappe variano dalle cinque alle otto ore, i dislivelli dai 610 ai 1000 metri.
CARTINA DI RIFERIMENTO: Kompass n° 626 “Catena del Lagorai e Cima D’Asta” (1:25.0009)

TAPPA 1
Partenza da Passo Manghen (2.047 m). Prendere il sentiero n° 322 che porta alla Forcella del Frate (2.228 m), continuare sul sentiero a mezza costa passando per Forcella Ziolera (2.232 m) passando poi per la Forcella Pala del Becco (2.245 m) si scende per il sentiero n° 322/B al Lago di Montalon. Da qui si prende il sentiero n° 362 e si risale fino alla Forcella di Montalon (2.133 m) dove si riprende il sentiero n° 322 che transita sopra il Lago delle Stelune e sul sentiero n° 317 si raggiunge la Forcella Valmoena (2.294 m). Sopra il Lago delle Stellune possibilità di rifornimento d’acqua.
Da Forcella Valmoena si prende il sentiero n° 321 che porta alla Forcella La Busa della Neve (2.367 m), si continua passando per la Forcella Buse dall’Or (2.468 m) e poi, sempre su sentiero n° 321 fino a Forcella Lagorai (2.372 m).
Possibilità di piantare la tenda alla Forcella oppure scendere fino ai Laghetti di Lagorai su sentiero n° 316 dove vi è anche la possibilità di rifornirsi d’acqua.

Tempo di percorrenza 7-8 ore
Dislivello in salita 650 m

TAPPA 2
Partenza da Forcella Lagorai (2.372 m) su sentiero n ° 321 fino alla Forcella delle Sute (2.520 m), proseguire poi verso Forcella di Coppola (2.533 m) restando più o meno sul filo di cresta per raggiungere Cima Litegosa (2.548 m) e scendere poi al Passo Litegosa (2.261 m). Proseguire sempre su sentiero n° 321 passando alla base del Pilastro del Frate raggiungendo infine Passo Sadole (2.066 m). Da qui si scende per il sentiero n° 320 al Rifugio Cauriol (1.600 m).

Tempo di percorrenza 5-6 ore
Dislivello in salita 610 m

Possibilità di pernottamento in tenda al Pian delle Maddalene oppure più comodamente al Rifugio Cauriol Tel. +39 330 397571

Per chi ha voglia e tempo, dal Passo Sadole (2.066 m) per la Via Italiana si può salire sulla Vetta del Monte Cauriol (2.494 m). In discesa dalla Forcella Cauriol (2.368 m) si può prendere la Via Austriaca ricollegandosi al sentiero n° 320 che porta al Rifugio Cauriol.

Tempo di percorrenza 2-3 ore
Dislivello in salita 430 m

TAPPA 3
Partenza dal Rifugio Cauriol (1.600 m) su sentiero n° 349 si raggiunge Forcella Cadinon (2.300 m). Si prosegue su sentiero n° 339 fino alla Forcella Coldosè (2.182 m) poi su sentiero 339 + 349 si raggiunge il Lago Brutto (2.207 m) e la Forcella Coltorondo (2.397 m). Proseguire su sentiero n° 349 fino al Bivacco Paolo e Nicola posto sulla Forcella di Valmaggiore (2.180 m).

Tempo di percorrenza 5-6 ore
Dislivello in salita 1.000 m

Nel bivacco possibilità di pernottare (8-10 posti letto)
Poco distante dal bivacco possibilità di trovare acqua potabile

Per chi vuole c’è la possibilità di proseguire sempre su sentiero n° 349 fino alla Forcella di Cece (2.393 m) e attraverso la Cima di Valbona (2.349 m) si raggiunge il Bivacco Aldo Moro posto sulla Cima di Bragarolo (2.565 m).
Il bivacco dispone di 9 posti letto

Tempo di percorrenza dal Bivacco Paolo e Nicola al Bivacco Aldo Moro 3-4 ore
Dislivello in salita dal Bivacco Paolo e Nicola al Bivacco Aldo Moro 840 m

TAPPA 4
Da Bivacco Aldo Moro per sentiero n° 349 fino a Forcella Ceremana (2.428 m) si prosegue e si aggira la Cima del Colbricon si scende al Passo di Colbricon (1.908 m) e successivamente, sempre su sentiero n° 349 al Rifugio Colbricon (1.927 m) (punto di solo ristoro)
Da qui ci sono 2 possibilità:

1. chi è partito dal Bivacco Paolo e Nicola può raggiungere Malga Rolle su sentiero n° 348. Punto di arrivo del Trekking e fermata degli autobus di linea.
2. chi è partito dal Bivacco Aldo Moro, dal Rifugio Colbricon può raggiungere la Cima Cavallazza (2.324 m) ed in traversata raggiungere la seggiovia della Tognazza (2.209 m) dalla quale si scende lungo la pista da sci al Passo Rolle (quota?). Punto di arrivo del Trekking e fermata degli autobus di linea.

Tempo di percorrenza percorso A 7-8 ore
Dislivello in salita percorso A 940 m

Tempo di percorrenza percorso B 6-7 ore
Dislivello in salita percorso B 600 m

Possibili vie di rientro in caso di maltempo e per problemi
Tappa 1
Da Forcella Lagorai prendere sentiero n° 316 e attraverso la valle di Lagorai si raggiunge l’abitato di Lago di Tesero
Tempo di percorrenza 3-4 ore
Oppure sentiero n° 316 + 353 passando per la Forcella del Macaco ed i Laghi di Bombasel si arriva al Paion del Cermis.
Da qui possibilità di discesa con gli impianti fino a Cavalese.
Tappa 2
Dal Rifugio Cauriol prendere la strada sterrata che percorrendo la Val di Sadole arriva nel paese di Zaino
Tempo di percorrenza 2 ore

Tappa 3
Dal Bivacco Paolo e Nicola si scende per il sentiero n° 335 fino a Malga Valmaggiore (1.600 m) (punto di solo ristoro) e poi si prosegue su strada sterrata fino al paese di Predazzo.
Tempo si percorrenza 6-7 ore

visitfiemme.it lagorai.it/​

Etimologia del nome Lagorai : Secondo una ricerca di Franco de Battaglia, nel suo libro “Lagorai” il nome deriverebbe dall’antichissimo prelatino aur col significato di “spazio erboso intorno all’acqua”; “Aurai” dunque significherebbe luogo disteso, pianeggiante, attorno ad un lago nei monti. Aur è un riferimento toponomastico comune nell’alto Adige (valle Aurina; Auer (Ora)).
Il toponimo è probabilmente risalito in val di Fiemme, porta e passaggio verso le valli ladine, con i cacciatori, i pastori, che scoprirono al culmine di valli fredde ed inospitali luoghi sereni, aperti, solleggiati .
Da “Aurai” quindi a Jaurai e Lagorai.

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